martedì 11 maggio 2010

Autoreferenzialità

Più osservo il mondo che mi circonda e più questo termine mi risuona nel cervello.
Quanto di quello che facciamo è finalizzato a concetti assoluti di giustizia etica e quanto invece per soddisfare il nostro bisogno di notorietà mediatica?
La ricerca dell'innovazione del dirompente, dell'avanguardia, dell'audacia, della voglia di essere, sono oramai solo varianti di forma del medesimo fine?
Apparire, non essere anonimo.
La regola machiavellica è ahimé stata sovvertita: i mezzi giustificano i fini.
L'idealismo è quasi morto.
La notorietà mediatica, la menzogna di massa diventano i nuovi dogmi.
L'autorità del nulla se amplificato da qualsivoglia mezzo di comunicazione permette di rendere consuete le azioni, anche le più turpi.
Lo stereotipo diventa originalità...il luogo comune e la banalità si sostituiscono all'etica (nel senso Kantiano del termine).
La negazione dell'individualità rappresenta un trend, la contraddizione si appalesa in obiettivi e miti contrastanti, privati tra l'altro di significato.
Si cerca di essere originali adottando regole di omogeneizzazione culturale e finalizzando il tutto al mero apparire.
Il valore di un concetto viene misurato sulla base della notorietà del coglione di turno che la propaga via etere.
L'occhio predomina sui sensi.. sull'intelletto e sulla ragione che appartiene ad ogni individuo.
Il perbenismo predomina su tutto...

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